• Quando hai bisogno di contattare un investigatore privato a Milano

    Se hai la necessità di rivolgerti a un investigatore privato a Milano, devi accertarti prima di tutto che il detective che contatti operi nella più totale legalità: ciò vuol dire che il suo modus operandi non deve contemplare le intercettazioni telefoniche e nemmeno gli accessi abusivi alle banche dati. Un investigatore professionale si riconosce per il rispetto totale e assoluto delle norme che disciplinano la sua attività. Occorre tener presente, in ogni caso, che i costi del servizio offerto possono essere piuttosto alti, anche perché non è detto che l’investigatore possa lavorare da solo. In caso di pedinamenti e di appostamenti ripetuti nel tempo, per esempio, è necessario che gli stessi vengano effettuati da persone che si alternino tra loro, per non dare nell’occhio.

    I collaboratori dell’investigatore privato

    Oltre a ciò, in molti casi le indagini possono richiedere le consulenze e gli interventi di collaboratori esterni: si può trattare di un criminologo, di uno psicologo, di un tecnico specializzato, di un avvocato, di un perito informatico o di qualsiasi altra figura professionale, ma è chiaro che il ricorso a esperti fa salire il preventivo e le tariffe finali. D’altro canto, ciò è spesso inevitabile se si ha la necessità di usufruire di indagini complete sotto tutti i punti di vista: non si può fare a meno di coinvolgere un network di professionalità in grado di garantire esperienza e competenze. A proposito di costi, poi, sono molte le variabili decisive: per esempio i tempi di durata delle indagini, ma anche le location in cui le stesse devono essere effettuate, a maggior ragione nel caso in cui vi sia la necessità di effettuare degli spostamenti. Insomma, le parcelle possono essere molto salate: meglio tenerne conto prima di riporre speranze eccessive in una soluzione di questo tipo.

    Le agenzie nelle grandi città

    Un investigatore privato a Milano, ma anche a Roma o in qualsiasi altra grande città, può essere contattato per una grande varietà di motivi: per esempio da un marito che sospetta il tradimento della moglie, o da un datore di lavoro che vuole fare luce sulle continue assenze di un suo dipendente, o ancora da un imprenditore che vuole indagare su una persona che sta per assumere. Il colloquio preliminare tra l’investigatore e il soggetto interessato permette di conoscere il caso: una volta che ne è stata valutata la fattibilità, viene fornito un preventivo, che permette di sapere quanto si potrebbe spendere.

    Se il cliente accetta, si procede con il conferimento dell’incarico, attraverso un vero e proprio mandato. A questo punto il compito dell’investigatore è quello di studiare e di redigere un piano di esecuzione, che si deve articolare in una serie di sopralluoghi finalizzati alla ricerca delle informazioni richieste e alla raccolta di prove che, eventualmente, possano essere usate anche in tribunale. Le ricerche vengono compiute nel rispetto della legge tramite osservazioni dirette che, non di rado, sono supportate e valorizzate dall’impiego di dispositivi tecnologici.

    La tecnologia nelle investigazioni

    Gli strumenti che vengono utilizzati possono essere di vario tipo, a cominciare dai localizzatori GPS, che vengono installati sui veicoli e che consentono di conoscere percorsi e fermate del soggetto su cui vengono svolte le indagini. Ma è possibile ricorrere anche a fotocamere e videocamere, mentre sono assolutamente vietate le intercettazioni ambientali e quelle telefoniche: esse, infatti, spettano unicamente alle forze dell’ordine, che per altro non possono decidere di usarle in autonomia ma hanno bisogno di un’autorizzazione ad hoc da parte del giudice. Insomma, il campo delle investigazioni private è disciplinato in modo rigoroso e accurato, a tutela non solo di coloro che richiedono le indagini, ma anche di chi viene “spiato”.