• Trapianto capelli: cosa sapere?

    La perdita dei capelli può costituire un vero e proprio trauma psicologico che, ni casi più gravi, può addirittura risultare invalidante per il soggetto, penalizzando in maniera significativa la sua vita sociale. Come superare questo evento e ritrovare il proprio equilibrio psichico? Il trapianto capelli rappresenta sicuramente la soluzione definitiva per coloro che desiderano risolvere il problema del diradamento della chioma. Se effettuati in centri specializzati e affidabili, il risultato può essere davvero sorprendente sia da un punto di vista estetico che della naturalezza. Scopriamo insieme quali sono le principali tecniche di trapianto capelli.

    Principali metodiche di trapianto capelli

    Le metodiche più diffuse per effettuare un trapianto di capelli sono le seguenti:

    1 – la tecnica FUT (acronimo di follicular unit transplantation): viene asportata una losanga di cute del cuoio capelluto (chiamata in gergo tecnico “strip”), da cui in seguito saranno estratte le unità follicolari. Queste ultime poi vengono introdotte in un contenitore al cui interno è presente una apposita soluzione fisiologica. Infine le unità follicolari saranno reinserite nell’area nucale colpita da calvizie. Questa tipologia di trapianto richiede all’incirca quattro o cinque ore di tempo e assicura al paziente una elevata percentuale di attecchimento. Inoltre il metodo FUT permette di trapiantare molti più capelli rispetto alla tipologia di intervento descritto di seguito.

    2 – la tecnica FUE (acronimo di follicular unit extraction): in questo caso l’estrazione delle unità follicolari da impiantare avviene in maniera diretta, ovvero senza ricorrere all’asportazione di una striscia di cuoio capelluto; il prelievo, in altri termini, viene effettuato direttamente dallo scalpo del paziente, in seguito a una rasatura totale. L’intervento in oggetto si effettua con uno strumento circolare denominato punch. In un secondo momento le unità prelevate vengono reinserite nell’area ricevente utilizzando un tool denominato Trillix, il quale è caratterizzato da una punta rotante ad alta velocità. I tempi dell’intervento sono significativamente più lunghi di quelli richiesti dal metodo FUT: esso, infatti, può protrarsi anche per un paio di giorni. La tecnica FUE, tuttavia, risulta essere meno invasiva della precedente e, di conseguenza, meno traumatica per il paziente.

    Entrambe le tecniche condividono il medesimo scopo: rinfoltire un’area della cute in cui i capelli risultano radi o addirittura assenti. Il risultato che si ottiene, inoltre, non è dissimile: corretta densità della chioma, assenza di segni, attaccatura assolutamente naturale. L’unica differenza, come è già stato rilevato nel precedente paragrafo, consiste nel metodo applicato per l’estrazione dalla zona donatrice delle unità follicolari che si intendono reimpiantare in un’area nucale ricevente.

    A chi rivolgersi per il trapianto capelli

    Se si desidera effettuare un trapianto capelli è necessario rivolgersi a una equipe di professionisti esperti in tricologia. Prima di sceglierlo, dunque, è opportuno informarsi sull’affidabilità del centro e sulle metodiche utilizzate. Un buon sistema potrebbe essere quello di leggere le recensioni presenti in rete, in particolare quelle reperibili su forum dedicati all’argomento.

    Un laboratorio assai rinomato nel nostro Paese per questo tipo di interventi è il cesareragazzi.

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