• Come fare trading online? Gli strumenti più comuni

    L’attività di trading online ormai sta letteralmente spopolando. Chiunque, semplicemente impugnando un computer anche comodamente seduto sul divano di casa propria, può comprare titoli di società quotate (azioni ed obbligazioni), come strumenti di debito emessi dai vari paesi (titoli di stato), differenti valute ed addirittura strumenti derivati! Si avete capito bene, quelli che hanno causato il collasso di Lehman Brothers e la seguente crisi finanziaria globale! Acquistabili, serenamente, dal divano di casa…

    Ma veniamo al dunque. Il trading online è un’attività che ci permette di gestire in maniera autonoma i nostri risparmi (senza chiedere l’ausilio di intermediari quali banche e società private). E senza dubbio potrebbe anche permetterci di ottenere enormi profitti. Obiettivo di questo articolo è fornire al lettore una ampia panoramica su quelle che sono le macro categorie di strumenti di analisi tecnica.

    Medie mobili

    Le medie mobili sono sicuramente lo strumento più comune, conosciuto ed utilizzo, e perciò sono anche quello più affidabile! I segnali operativi che inviano sono spesso leggermente in ritardo (cosa che può corrodere una piccola percentuali di profitto) ma, in compenso, sono sempre molto attendibili (è molto difficile che il segnale sia di acquisto e poi il prezzo improvvisamente scenda).

    Indicatori ed oscillatori di analisi tecnica

    In realtà, per fini di precisione, sarebbe il caso di evidenziare che esistono 3 differenti sottocategorie: Oscillatori, Indicatori separati ed Indicatori sovrapposti.

    Gli oscillatori (tra i più famosi abbiamo lo stocastico lento e quello veloce o l’RSI) sono calcolati utilizzando formule matematiche o statistiche e fluttuano all’interno di un campo di oscillazione che va, solitamente, dal valore di 0 a 100 (in rari casi da -100 a +100). Quando superano una soglia al rialzo (70 o 80 in base allo strumento) o al ribasso (30 o 20) indicano che il titolo in esame è in fase di ipercomprato o ipervenduto.

    Gli indicatori separati (CCI o ADX per esempio) hanno le medesime caratteristiche dei su esposti oscillatori ma il loro campo di fluttuazione spazia da -infinito a +infinito. Il loro utilizzo tipico quindi si basa sull’individuazione di divergenze con l’andamento del prezzo. Ogni indicatore poi ha proprie caratteristiche.

    Infine, anche gli indicatori sovrapposti (Bollinger Bands o Parabolic SAR solo per citare i più famosi) sono calcolati usando formule matematico/statistiche ma graficamente sono rappresentati sopra il grafico del prezzo (e da qui appunto “sovrapposti”). Tipicamente non si discostano mai molto da quest’ultimo.

    Conclusioni

    Fine di questo breve articolo è il solo presentarvi la infinità varietà di strumenti che abbiamo a disposizione per valutare le nostre scelte di investimento. Ovviamente una quanto più ampia conoscenza di un tanto più vasto numero di essi non potrà che portarci ad ottenere risultati sempre migliori e, di conseguenza, profitti sempre maggiori.

    Il consiglio finale è solo uno: prima di cominciare ad operare, studiate quanto più possibile!!