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Le schede dei libri
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| GLI ULTIMI INCANTESIMI |
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2008 | Salani
Ecco una storia di Regine. Una storia di Guerriere. Il loro destino non è scolpito su un muro, ma scandito da una filastrocca che, dai passi di una bambina a quelli di un'altra, attraversa i secoli. Tra tutte le regine la più disperata è quella degli Orchi, disposta a sacrificare non solo la vita, ma l'eternità. La più sola è la Regina del Mondo degli Uomini. La più disarmata è la Regina del popolo deportato dei Nani, condannato a morire nelle miniere, la più improbabile è Masciak la Grassa, la figlia del boia. Signora degli Eserciti. Tutte dovranno imparare a combattere e a vincere, perché il futuro del mondo passa dalla libertà e dalla forza delle madri, passa dal loro diritto inalienabile di scegliere il padre dei loro figli, mostrare il viso, sentire il vento nei capelli, dal loro diritto inalienabile di non essere battute, vendute, comprate, sfruttate, ripudiate, lapidate, bruciate. |
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| L'ULTIMA PROFEZIA DEL MONDO DEGLI UOMINI |
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2010 | Fanucci
C'era una volta il mondo degli Uomini e quello degli Orchi. Erano uniti da un lembo di terra ma li dividevano anni di guerre, odio e desiderio di vendetta. C'era il Capitano, dal nome potente e magico, Rankstrail, che aveva battuto gli orchi ma che da tempo sembrava disperso. C'era poi sua figlia Chiara, abbandonata da lui in tenera età e cresciuta dagli zii come una loro figlia: aveva il potere di leggere nel fuoco e sentiva anche il più piccolo sussurro. C'era anche un principe di nome Arduin, figlio del leggendario Josh, che amava costruire macchine volanti e che presto si accorse dell'amore per Chiara. E c'era il soldato semplice Skardrail che si era messo in testa di ritrovare il Capitano. Partì da solo e attraversò le terre degli Orchi pur di raggiungere la sua missione, perché era una missione da cui dipendeva il destino del mondo degli Uomini e solo lui lo sapeva. E su tutti c'era Rosalba, regina dai mille volti, dotata di coraggio e intelligenza, e di una spada che al solo guardarla incuteva timore e rispetto. Ma nessuno di loro aveva fatto i conti con un'ultima profezia... |
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| IO MI CHIAMO YORSH |
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2011 | Fanucci
Il mio nome è Yorsh, lo stesso nome che sarà dell’ultimo e del più grande di tutti gli elfi, quello che ha ritrovato la decenza che era stata persa, la tenerezza che era stata annientata. Io, che sono stato un maledetto, ho osato portare il suo stesso nome. Il destino segue vie imperscrutabili. Lui nascerà esattamente nove mesi dopo la mia morte, figlio dell’ultima principessa e dell’ultimo principe del popolo condannato, che grazie a me hanno potuto incontrarsi. Senza di me, lui non sarebbe mai esistito: ho questo straordinario merito. Lui avrà un nome lungo e difficile, la solita roba elfica impronunciabile, ma lo chiameranno tutti Yorsh, non solo perché è più breve, ma perché è più bello. Yorsh, un suono solo, come una porta che si apre sul vento. Yorsh è una parola elfica che significa “quello che maggiormente ha dote”. Volevo a tutti i costi essere il più di qualche cosa, se non puoi essere il più bello, perché sei il più brutto, tanto vale esserlo fino in fondo. Se non puoi essere il più amato da una donna, tanto vale essere colui che maggiormente odierà: almeno non sarai fuori dalla sua mente e dalla sua memoria. Dove domina la dannazione di voler essere quello maggiormente dotato di una dote, c’è sempre aperta la tentazione dell’essere il peggiore. |
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